Untitled Document

News

Scoperta: Il Cavallo di Troia non esiste, era una nave!

#Scoperta - #Archeologia

Tutti conoscono il Cavallo di Troia e la sua storia narrata da Omero cioè la  macchina da guerra che, secondo la leggenda, fu usata dai Greci per espugnare la città di Troia.

Dipinto (conservato alla National Gallery di Londra) di Giandomenico Tiepolo (1727-1804) viene rappresentato il momento in cui i troiani, in festa per la fine della guerra, trascinano a gran foga il cavallo all'interno della città.

Ecco, da oggi cade anche questo mito, a quanto pare il Cavallo di legno non è mai esistito, al suo posto l'Hippos una nave da  guerra Fenicia.

C'è da dire però che in realtà questo racconto non viene narrato nell'Iliade di Omero (conclusosi con i giochi funebri in onore di Patroclo e con il funerale di Ettore, ucciso da Achille), l'unica citazione è nell'altro poema omerico, l'Odissea.
Solo dopo vari secoli dopo fu Virgilio a narrare con tutti i dettagli la vicenda nella sua Eneide. 


Rilievo del Gandhara con Cassandra, Laocoonte e il cavallo di Troia, II sec. d.C., Londra, British Museum.

La scoperta:
La scoperta è stata dell'archeologo navale Francesco Tiboni (bresciano), ricercatore dell'Università di Aix-en-Provence e Marsiglia, che pubblica i risultati della sua indagine sulla rivista "Archeologia Viva".       

Tutto è partito un giorno quando Tiboni, mentre leggeva un testo di Pausania, scrittore greco del II secolo dopo Cristo, incappò in questa frase:
«Che quello realizzato da Epeo fosse un marchingegno per abbattere le mura e non un cavallo, lo sa bene chiunque non voglia attribuire ai Frigi un’assoluta dabbenaggine. Tuttavia, la leggenda ci dice che è un cavallo»


L'archeologo navale Francesco Tiboni.

Due anni di studi per arrivare a questa conclusione:

Tiboni spiega che l'inganno ideato da Ulisse e allestito dagli Achei fu messo in atto per mezzo di "una nave, piuttosto che di un cavallo", perchè l'Hippos va identificato con un vascello e non con un quadrupede.  
"Dal punto di vista lessicale, appare evidente che l'apparizione del cavallo risulta legata a un errore di traduzione, un'imprecisione nella scelta del termine corrispondente che, modificando di fatto il contenuto della parola originaria, ha portato alla distorsione di un'intera vicenda", scrive Francesco Tiboni. 

E' di certo più verosimile che un'imbarcazione di grandi dimensioni possa celare al proprio interno dei soldati, e che loro possano uscire calandosi rapidamente da portelli chiaramente visibili sullo scafo e per nulla sospetti agli occhi di chi osserva".
E appare più plausibile anche ipotizzare che una grande nave, di un tipo noto per essere solitamente utilizzato per pagare tributi, possa essere non solo interpretata come un dono e un segno di resa, ma anche come un eventuale voto divino.      
E' possibile che, nel corso dei secoli, essendo caduto in disuso il termine navale, l'identificazione dell'Hippos con uno scafo "non fosse più automatica", sottolinea l'archeologo. 

 

Seguiteci su Facebook / Follow us on Facebook:
www.facebook.com/MakeCulture
Twitter:
@makeculture_it
Official Website:
www.MakeCulture.it

©Samuele Pucci/MAKECULTURE Copyright. www.MakeCulture.it

 

<< Torna indietro di una pagina

Il progetto MakeCulture è nato nel 2009 dal fotografo professionista Samuele Pucci, ma solo nel 2011 ha preso forma, grazie alla collaborazione di professionisti come: professionisti della comunicazione visiva e dei beni culturali