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Il Bardo ad Aquileia - mostra - exhibition

"Il Bardo ad Aquileia"

Mostra - Exhibition
Museo archeologico nazionale di Aquileia (Udine - Friuli-Venezia Giulia)
Dal 6 dicembre  al 31 gennaio 2016.

Grazie alla Fondazione Aquileia, il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia ospiterà importanti reperti in arrivo dal Museo Nazionale del Bardo di Tunisi, colpito lo scorso 18 marzo dall’efferatezza del terrorismo fondamentalista, per la mostra Il Bardo ad Aquileia.


Museo del Bardo (Tunisi).

Le opere "dialogheranno" con i manufatti aquilesi non solo a sottolineare  i legami e i collegamenti che caratterizzavano il Nord Africa e l’Alto Adriatico in età romana, nell’ambito di una circolazione di culture e religioni che abbracciava l’intero bacino del Mediterraneo, ma anche a testimonianza di quanti si oppongono a questa nuova terribile iconoclastia che tenta di negare alla radice il dialogo interculturale e interreligioso.


Brocca ovoidale
Da El Aouja.
Secondo quarto-metà III secolo d.C.
0,15m x 0,09 - 0,05.

Sulla presenza delle opere del Bardo ad Aquileia, il direttore del Museo di Tunisi, Moncef Ben Moussa, ha scritto: «Le otto opere saranno ammirate dai visitatori del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia, un luogo ricco di cultura e testimone dello stesso universo, della stessa radice, i medesimi valori del Museo del Bardo, per dissolvere distanze e barriere. Gli abitanti di Aquileia, e non solo loro, vedranno qualcosa di se stessi, della loro storia e cultura, in una sorta di invito a scoprire se stessi nella storia dell'altro». 


Stele
di Marco Lucio Fidelis
Da Ammaedara (Haïdra)
I secolo d.C.
1,14m x 0,50m x 0,15m.

L’esposizione intende rappresentare dunque uno spaccato dell’arte e dell’alto artigianato delle province africane in età romana tra il I e il III secolo attraverso il mosaico della dea Cerere ritrovato a Uthina, due mosaici di “lottatori nudi in presa” provenienti dal tepidarium delle terme di Gigthis, la testa dell’imperatore Lucio Vero da Dougga, la statua del dio Giove da Oued R’mel, la stele funeraria di Marcus Licinius Fidelis, un soldato originario di Lione, in Gallia, che fu sepolto ad Ammaedara, e due ceramiche ritrovate nelle necropoli di El Aouja, una brocca decorata a rilievo e un contenitore cilindrico con rappresentazioni di dei e satiri.


Lottatori nudi in presa
Da Gigthis (Henchir Bou Ghrara)
II inizio III secolo d. C.
0,63m x 0,64m.

L’obiettivo è quello di mantenere alta l’attenzione e la sensibilità verso il tema della distruzione di monumenti di eccezionale valore, eredità delle grandi civiltà del passato - e quindi della volontà di cancellazione della memoria della storia universale dell’Uomo. Lo sottolinea Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, nelle parole introduttive del catalogo: “La mostra non vuole solo ricordare un periodo di fertile convivenza tra le due sponde del Mediterraneo, ma si pone l’obbiettivo di far comprendere ai visitatori quanto la matrice culturale dei nostri paesi sia comune, vicina ed interconnessa, così come interconnessi sono problemi, difficoltà e prospettive di sviluppo economico e civile”.


Statua del Dio Giove
Da Oued R’mel
II secolo d.C.
1,26m x 0,55m.

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE di AQUILEIA (Info)

Il museo, istituito nel 1882 come “Imperial-regio Museo dello stato” con il patrocinio dell’imperatore Francesco Giuseppe, ha sede nella Villa Cassis Faraone, costruita tra il 1812 e il 1825; esso accoglie le collezioni storiche, ricevute in dono o acquistate dalle più illustri famiglie aquileiesi, integrate dai risultati delle ricerche condotte fra ‘800 e ‘900 soprattutto ad opera dei suoi direttori storici, Enrico Maionica, Giovanni Battista Brusin e Luisa Bertacchi.
L’ordinamento dell’esposizione, articolata fin dall’origine secondo temi, risale nella sua attuale disposizione agli anni ’50 del secolo scorso: i materiali sono scanditi per classi, a partire dalla statuaria (ritratti, funeraria, sacra), per passare alla ceramica, ai metalli, ai vetri, alle gemme, agli oggetti di ornamento (in particolare ambre), che rispecchiano le attività economiche e la vita quotidiana della città.
Le gallerie lapidarie, avviate negli anni ’30 e ampliate negli anni ’50 del ‘900, ospitano iscrizioni e monumenti pubblici e funerari e preziosi mosaici. Nuovi spazi espositivi sono stati ricavati nei magazzini, con le sale dedicate alla via Annia, mentre una sezione ospita l’imbarcazione rinvenuta a Monfalcone nell’area del Lacus Timavi.
Il Museo archeologico nazionale di Aquileia (UD) inaugurato nel 1882, è uno dei maggiori musei al mondo sulla Civiltà romana. La sede espositiva si trova presso la villa Cassis Faraone e si sviluppa su 3 piani con 12 sale.
Il museo espone importanti collezioni, statue, suppellettili domestiche e ornamentali, in particolare la collezione di gemme e ambre e monete.
Di grande rilevanza è anche la galleria lapidaria e la notevole quantità e qualità dei mosaici pavimentali.


Il Museo archeologico nazionale di Aquileia (UD)


Il Museo archeologico nazionale di Aquileia (UD).

A Q U I L E I A   (Città)

è un comune italiano di 3 369 abitanti, della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia. Colonia romana fondata nel 181 a.C., fu capitale della X regione augustea e metropoli della chiesa cristiana.
Insieme con Ravenna e Brescia è il più importante sito archeologico dell'Italia settentrionale, e con Cividale del Friuli e Udine è stata una delle capitali storiche del Friuli, il cui vessillo deriva proprio dallo stemma di Aquileia.

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI AQUILEIA

COMUNE DI AQUILEIA

MIBACT (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo)

 

INFORMAZIONI MOSTRA

Costo del biglietto: 4,00 euro - 2,00 euro (ridotto).
Prenotazione:Facoltativa
Luogo: Aquileia, Museo archeologico nazionale di Aquileia
Orario: da martedì a domenica: dalle 8.30 alle 19.30

fonte foto: Ufficio stampa

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